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Venghino siore e siori....

Sui siti internet dei maggiori organi di stampa capeggia la notizia che farà discutere ad ogni latitudine del globo: Osama Bin Laden è stato ucciso. Il tutto condito con video, foto e quant'altro sia utile all'esibizione del circo dell'orrore.

Trovo agghiaccianti le parole pronuciate dal Presidente USA, Barack Obama "giustizia è fatta". Complimenti al premio nobel per la pace, che guarda a questa uccisione come al compimento della giustizia. Con buona pace del diritto che - nel corso dei secoli - ha superato l'antica legge del taglione.
E' stato ucciso un terrorista che si sarà macchiato di crimini atroci ma ciò non può far recedere nessuno dalla convinzione che persino il più efferato dei criminali debba essere giudicato da un tribunale e secondo quelle che sono le norme a base del codice penale.

L'uccisione di un uomo è sempre un passo indietro in quei sentieri che la civiltà dovrebbe spianare per favorirne l'accesso.

Non posso unirmi al coro dei tanti che oggi stappano bottiglie e brindano all'assassinio di Bin Laden. Tutt'altro. Oggi è una pagina nera, nerissima, se penso che le parole pronunciate da Obama, sono state dette proprio da quella persona che - quando eletta - rappresentava la realizzazione di un sogno, di un'utopia.

In questo momento mi vengono a monito - come spesso accade - le parole di De Andrè, quando diceva che "bisogna farne di strada per diventare così coglioni, da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni". Come dargli torto?

Pubblicato il 2/5/2011 alle 8.32 nella rubrica Politica.

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